Vivi il Giubileo a Monselice

I Luoghi di Culto a Monselice: Storia e Architettura

Vivi il Giubileo a Monselice

I Luoghi di Culto a Monselice: Storia e Architettura

Storia e Architettura della Pieve di Santa Giustina e Altri Santuari

Antica Pieve Santa Giustina Monselice

Antica Pieve di Santa Giustina

L’antica Pieve di Santa Giustina

L’edificio detto anche ”duomo vecchio” fu trasferito nell’area dell’antica chiesa di San Martino, inglobandola parzialmente, dopo il 1239
in seguito alla decisione di Federico II di dotare l’intero borgo di una cinta muraria, il
che determinava la conseguente scomparsa della vetusta pieve di Santa Giustina, posta sulla sommità del Colle della Rocca. L’antica Pieve è stata costruita a partire dal 1256 e terminata vent’anni dopo, per volere del cardinale Simone Paltanieri, della quale ne è stato arciprete. L’edificio è in stile tardo romanico con elementi decorativi gotici. Sopra la porta d’ingresso una pittura di Antonio Soranzo raffigura la Madonna con Bambino con santa Giustina e san Sabino Patrono di Monselice. All’interno si trovano pregevoli opere d’arte tra cui la Madonna dell’umiltà del XIV secolo temporaneamente esposta nel Museo Diocesano di Padova ed il Polittico di Santa Giustina, attribuito ad Antonio di Pietro da Verona raffigurante santa Giustina, san Prosdocimo, san Giovanni Battista, san Michele arcangelo, san Pietro, san Filippo apostolo, san Paolo. Il tesoro del Duomo, consistente in preziosi suppellettili, conserva tra l’altro la coperta di Evangeliario Majestas Domini, opera del XIII secolo prodotta
da un atelier limosino. In sagrestia è collocata la pregevole statua in alabastro della Madonna ascrivibile alla bottega romana di Gian Lorenzo Bernini. La Pieve, nella sua storia plurisecolare, annovera canonico il poeta Francesco Petrarca ed il letterato Bartolomeo da Valmontone. In questa pieve è sepolto il musico secentesco Antonio Gualtieri originario di Monselice.

Porta Romana e santuario giubilare Sette Chiese

La Porta Romana è del 1651, quando giunsero le reliquie dei santi martiri prelevate dalle catacombe romane.
Il Giubileo 2000 è ricordato da un bronzo Jone Suardi. I Duodo fecero costruire in Santuario incaricando Vincenzo Scamozzi ed i pittori Jacopo Palma il giovane e  Giovanni Carlo Loth. Qui l’itinerario è di sei stazioni, a differenza delle sette stazioni del percorso in Roma. Figurano la basilica di Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo, San Sebastiano, San Pietro e San Paolo co-intitolata. Ai fedeli che visitano questo luogo è accordata ancor oggi l’indulgenza plenaria.

Porta romana santuario Sette Chiese

Porta Romana e santuario giubilare Sette Chiese

Oratorio San Giorgio Monselice

Oratorio di San Giorgio

Oratorio di San Giorgio

Già adibito a necropoli dei Duodo, è la meta finale del percorso giubilare. Decorano l’oratorio pregevoli pitture: una
Annunciazione attribuita allo Zanchi, i quattro evangelisti, santi e beati con attinenza al pellegrinaggio delle
Sette Chiese a Roma o che hanno promosso la devozione alla Madonna essendo stato pure santuario mariano. Qui accorrono migliaia di fedeli il giorno di San Valentino, 14 febbraio, con la visita al corpo del santo martire romano, invocato a protettore per scongiurare l’epilessia. All’interno spicca il bel paliotto d’altare, della bottega dei Corberelli, fatto a tarsia di marmi policromi, madreperla e pietre dure.